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Limiti giuridici e rischi dell’intelligenza artificiale

L’intervista alla giurista ed esperta Giusella Finocchiaro, docente Unibo e socia fondatrice di IAIC

 

Scuole crollate e ridotte in macerie. Foto apparse nelle chat di studenti e genitori a Forlì nelle ore successive al terremoto del 13 gennaio scorso. Immagini ritoccate con l’intelligenza artificiale, che hanno seminato il panico. Per questo tipo di situazioni si configurano reati come il procurato allarme. E alle vecchie norme, se ne affiancano di nuove.

Il Comune di Forlì ha incaricato la Polizia Locale di indagare e informare la Procura. In questi casi, però, risalire ad eventuali responsabilità non è facile. D’altro canto, il contrasto a questi fenomeni è decisivo, perché sempre più centrale è l’uso delle nuove tecnologie nella nostra vita. E l’uso dell’intelligenza artificiale va ancora più a fondo: come mostrano i casi di siti con volti famosi sovrapposti a immagini di nudo, può mettere in dubbio la nostra stessa identità.

L’intelligenza artificiale è uno strumento potente. Utile, ma che pone anche sfide che mettono in gioca le stesse fondamenta della nostra vita. Come in certi film distopici, infatti, mette in dubbio la stessa realtà. E in questo, paradossalmente, si può battere in lentezza, recuperando tempo per riflettere davanti al mare vorticoso di immagini e informazioni che appaiono sui nostri schermi.
 

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