La sentenza UE su Google Android, con conferma della Corte di Giustizia Ue alla sanzione…
Chi è responsabile delle ricerche dell’AI a zero-click? Google perde dinanzi a una Corte tedesca
di Valeria Falce
Università Europea di Roma, socia fondatrice di IAIC
Anche quando si tratta di danni da AI il vecchio continente va a velocità diverse. Mentre la Commissione Europea propone una direttiva sulla responsabilità per danni da IA e poi la ritira, l’Italia va dritta, adotta una legge di principi ed in questi giorni discute uno schema di decreto legislativo che introduce una nuova base giuridica per incardinare la responsabilità civile per danni da IA.
Nel frattempo in Germania i giudici ricorrono a categorie classiche per approdare in via preliminare a risultati a dir poco innovativi. A essere contestata è la funzione di base di Google, AI Oveview, che, integrata nel motore di ricerca tradizionale, consente di ottenere risposte avanzate e strutturate, le quali, nella vicenda in esame, risultano false e lesive della reputazione commerciale di due società editoriali tedesche.
Il giudice tedesco taglia corto e ritiene il fornitore del servizio responsabile diretto della diffamazione, nel convincimento che la nuova funzione di base non si limiti a restituire risultati di ricerca aggregati, o a riprodurre affermazioni formulate da soggetti terzi, ma consente di rilasciare dichiarazioni organizzate secondo una struttura logica, di cui deve rispondere civilmente. Per questa via, la Corte afferma che AI Overview offre una rappresentazione destinata a soddisfare direttamente il bisogno informativo dell’utente. Diversamente dai suggerimenti automatici di ricerca, l’AI Overview pretende di fornire una risposta a zero-click, sintetica, immediata e autosufficiente, sostituendosi progressivamente alla attività di verifica delle fonti, pena lo svuotamento della funzione stessa del servizio.
Il ragionamento del giudice tedesco
La presa di posizione è netta. Mentre per Google le espressioni utilizzate vanno interpretate come semplici valutazioni o opinioni, sottratte ad un rigoroso accertamento della loro veridicità, il Landgericht adotta un approccio sostanziale, insistendo sulla percezione complessiva del destinatario che considera la risposta di GenAI come rappresentazione di fatti oggettivamente verificabili. Nel caso dell’AI Overview, il linguaggio utilizzato, la struttura espositiva e la formulazione assertiva delle frasi inducono l’utente a ritenere che il sistema descriva fatti realmente accaduti e non semplici opinioni.
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