L'Accademia Italiana del Codice di Internet in audizione parlamentare: "Il diritto di accedere ai dati, presupposto dell'esercizio della libertà costituzionale di manifestazione del pensiero"

 

 

"Il diritto di accedere ai dati e alle informazioni detenute da parte delle pubblica amministrazione è un presupposto fondamentale per l'esercizio della libertà costituzionale di manifestazione del pensiero che risponde anche all'ulteriore esigenza di assicurare la trasparenza della p.a. L'Accademia intende offrire il proprio contributo al dibattito politico in corso di svolgimento sul FOIA nella prospettiva di individuare le migliori modalità per assicurare il corretto esercizio di tale diritto e l'equo contemperamento dei diversi interessi coinvolti".

È quanto ha sostenuto il Prof. Alberto Gambino, presidente dell'Accademia italiana del Codice di Internet, intervenendo nel pomeriggio di oggi, giovedì 7 aprile 2016, insieme alla prof. Anna Papa (Ordinario di di diritto pubblico e membro del Comitato direttivo dell'Accademia) e dell'avv. Elena Maggio (fellow dell'Accademia, Ph.D. - Assegnista di ricerca in diritto industriale), alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, nell'ambito di un'audizione sullo schema di decreto legislativo (Atto del Governo 267), recante il c.d. FOIA italiano.

La professoressa Papa e l'avvocato Maggio hanno illustrato le modifiche che IAIC ritiene possano migliorare lo schema di decreto legislativo, quali la riforma dell'istituto del silenzio-diniego e della procedura di opposizione avverso gli eventuali provvedimenti di diniego all'accesso.

"Non si comprendono - ha osservato la Papa - le critiche formulate avverso la disposizione che specifica i limiti oggettivi all'esercizio del diritto di accesso elencando al primo comma quelli volti a tutelare gli interessi pubblici e al secondo quelli volti a salvaguardare i diritti dei soggetti privati coinvolti. Essa reca una formulazione analoga  a quella impiegata da altri legislatori europei e dal legislatore americano che, proprio in questa materia, è stato un precursore".

"Il rischio di comportamenti "opachi" da parte delle amministrazioni non risiede nella previsione di limiti oggettivi, ma piuttosto nella scelta di ammettere che le amministrazioni non motivino l'eventuale diniego e non si consenta al cittadino di ricorrere anche stragiudizialmente avverso tale diniego".

7 aprile 2016

 

 

 Print  Email

"Il sistema impositivo nell’economia digitale", a Roma il 23 febbraio

Il tumultuoso avvento dei servizi informatici e del commercio elettronico sta rapidamente modificando i parametri dell’economia e mette in crisi non solo le tradizionali modalità di funzionamento del mercato, con relativi riflessi sulle regole della concorrenza e sulle forme di tutela del consumatore, ma anche l’esercizio della potestà impositiva degli Stati. In un sistema economico sempre più globalizzato e “dematerializzato”, gli istituti che hanno disciplinato la fiscalità internazionale nell’ultimo secolo, fondati sulla nozione di “stabile organizzazione” e sulle regole del “transfer pricing”, si rivelano sempre più inadeguate a controllare il crescente flusso di ricchezza che si produce sul mercato della rete e ad assicurare una tassazione equa ed efficace, che costituisce presupposto della parità di trattamento tra tutti gli operatori.

L’urgente problema è stato già avvertito dalle organizzazioni internazionali e dalle istituzioni europee, che hanno svolto autorevoli ed approfondite analisi del fenomeno e che tuttavia stentano a trovare soluzioni rapide ed condivise, a causa della complessità delle problematiche e dei contrasti di interessi tra gli Stati, in un contesto di competitività e di concorrenza fiscale che favorisce la libertà di stabilimento delle imprese e la libera allocazione dei capitali. Nella prospettiva di una riforma del sistema di tassazione dei redditi delle imprese a livello transnazionale, si registrano interventi normativi dei singoli Stati ed iniziative della Commissione europea in chiave antitrust, che offrono significativi segnali, ma non sembrano rappresentare soluzioni adeguate, in mancanza di un nuovo quadro di riferimento comune e condiviso.

Con il coordinamento del Prof. Giuseppe Di Taranto e con la partecipazione del Prof. Franco Gallo, Presidente emerito della Corte Costituzionale e massimo esperto nazionale della materia, ne discutono i docenti di diritto tributario dell’Università Bocconi di Milano, dell’Università LUISS–Guido Carli e dell’Università Europea di Roma, con il patrocinio dell’Italian Academy of the Internet Code (IAIC), nell’ambito del PRIN 2010/11 su “La regolamentazione giuridica delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) quale strumento di potenziamento delle società innovative, inclusive e sicure” coordinato dal Prof. Alberto Maria Gambino.

Tavola Rotonda 23 febbraio - Sistema impositivo nell'economia digitale

 Print  Email

Searching for a Rationale for Search Design Policy

by Valeria Falce and Massimiliano Granieri - Published on Social Science Research Network

Abstract

This paper concurs in the debate about search design and the antitrust action that the European Commission is bringing against Google in Europe. Faced with the radical changes that the internet has brought to markets and social life, antitrust principles and paradigm of analysis are still be applied as if we were dealing in a world of brick-and-mortar assets. We provide arguments to support a different view, proposing a consistent framework of analysis that considers all the relevant dimensions of Google’s search strategies and their evaluation in light of current European policies on market regulation, particularly antitrust.

 Print  Email

More Articles...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione