• Home
  • Contributi
  • Il benessere del consumatore nell’ecosistema digitale. I fronti aperti del Cloud Computing

Il benessere del consumatore nell’ecosistema digitale. I fronti aperti del Cloud Computing

Di seguito il contributo della Prof.ssa Valeria Falce realizzato sulla base dell'intervento con il quale ha partecipato al convegno dello scorso 31 ottobre "Fare e Brevettare", e originariamente pubblicato sull'edizione cartacea del quotidiano "Il Sole 24 Ore" del 30 novembre 2014 falce30nov

Se le sfide dell’Agenda Digitale sono numerose, utilizzare come bussola il benessere del consumatore consente di orientare lo sviluppo dell’ecosistema digitale in senso filo-concorrenziale. È questo il senso della Consultazione avviata la scorsa settimana a livello comunitario in tema di standard e brevetti essenziali, che si interroga su come favorire lo sviluppo dei mercati dell’innovazione e mantenerli aperti, su come migliorare le regole e renderle più efficaci, su come contemperare gli interessi di chi contribuisce al progresso tecnologico con quelli del mercato e della concorrenza; e in questa stessa linea si spiegano le recenti linee guida adottate dalla Commissione Europea sulle condizioni contrattuali e sugli ambiti di standardizzazione che gli operatori di servizi cloud si sono impegnati a rispettare in Europa.

È noto, infatti, che con il passaggio al Cloud, diventa indispensabile non solo collegarsi ad Internet ma anche disporre di una connessione soddisfacente per raggiungere e utilizzare ogni applicazione, e persino per accedere ai propri contenuti digitali. D’altra parte, affinché networks, servizi ed applicazioni siano effettivamente messi a disposizione del mercato, i fornitori che operano ai tre diversi livelli della catena - quello del software, delle piattaforme e delle infrastrutture - devono interagire in via continuativa. È evidente che per consentire alla nuova architettura di realizzare il bene dei consumatori non è sufficiente una connessione adeguata. Occorre piuttosto che la cooperazione tra gli operatori - oltre ad essere costante e reciproca -, sia funzionalmente orientata e cioè costantemente rivolta a preservare nel tempo la portabilità dei dati per i consumatori. In altri termini, occorre che infrastrutture, piattaforme e software garantiscano sempre ai consumatori/utenti la possibilità di spostare i dati da una nuvola all’altra, all’occorrenza di cambiare cloud provider ovvero di utilizzare le medesime applicazioni su più clouds, ovvero di utilizzare più applicazioni sul medesimo cloud.

Ora, perché il principio della portabilità si affermi e i consumatori siano effettivamente liberi da vincoli o rischi di lock-in e cattura, quegli stessi dati devono poter essere letti, ospitati e resi accessibili anche attraverso altri sistemi: diversi ma interoperabili e compatibili proprio nella prospettiva del consumatore/utente. In questa specifica ottica, l’interoperabilità tra sistemi e la compatibilità tra servizi contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo finale: la difesa della portabilità dei dati. L’interoperabilità, infatti, permettendo a) in via orizzontale, il dialogo tra software e b) in via verticale, l’accesso agli stessi da parte degli operatori per realizzare nuove funzionalità, salvaguarda la contendibilità del mercato e la libertà dei consumatori di scegliere gli operatori attraverso cui accedere ai propri dati e contenuti digitali. Tuttavia, lo scambio di informazioni tra software non garantisce in sè gli interessi dei consumatori, perchè l’interoperabilità tecnica non assicura che i servizi offerti siano utilizzabili dal consumatore che abbia deciso di cambiare fornitore.

Insomma, l’interoperabilità tra software a monte si completa con la compatibilità dei servizi a valle, che a loro volta vanno perseguite nella prospettiva del benessere dei consumatori. Se è questo l’obiettivo finale, per tutelare l’ecosistema digitale va evitato che si creino sistemi isolati, i quali, non dialogando tra loro, ostacolino o addirittura impediscano la mobilità dei consumatore, costringendoli a rinunciare a possibili alternative. A tal fine, si tratta di individuare rapidamente (innanzitutto a livello europeo) un sistema di regole certe, trasparenti ed uniformi che identifichino i termini e i presidi a garanzia della portabilità dei dati in Internet, entro questi limiti lasciando poi all’autoregolazione e all’autonomia privata la possibilità di esprimere le proprie potenzialità più virtuose.

 Print  Email

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione